.Wallance Chan

Vessels of Other Worlds di Wallace Chan

Cappella di Santa Maria della Pietà, Venezia

a cura di James Putnam

Fino al 18 ottobre 2026

 

Wallace Chan, artista di Hong Kong la cui pratica si manifesta nei linguaggi della scultura, gioielleria e intaglio, presenta Vessels of Other Worlds in concomitanza con la 61° edizione di Biennale Arte in un doppio progetto di esposizione che connette la Cappella di Santa Maria della Pietà di Venezia con il museo Long di Shanghai.

Tre monumentali sculture in titanio, visibili come insieme a colpo d’occhio, stimolano e seducono il visitatore all’ingresso; si tratta di vessel, effettivi contenitori che attraversano una molteplicità di simboli che per l’artista aderiscono all’immaginario del ciclo della vita, il concetto stesso di vaso accoglie l’idea di essere luogo di nutrimento per qualcosa di nuovo.

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Rispettivamente evocano le fasi della vita di nascita, in cui riecheggiano sfere contenenti simboli di fertilità e profili di bambini, crescita con una metaforica apertura verso l’espansione, e rinascita con elementi che richiamano la morte e la trascendenza.

Lo spazio è abitato da ulteriori sculture in titanio di dimensioni ridotte che pendono dal soffitto come gocce d’acqua, creando delle costellazioni che punteggiano il percorso di visione, così come l’atmosfera di scorrevolezza e dinamicità peculiare nella lettura complessiva dell’esposizione.

L’acqua è una dimensione costante di presenza, quale elemento di trasformazione tra gli stati fisici di esistenza, che si muove liberamente e va oltre il concetto limitante di confine per abbracciare la nozione di soglia.

Il titanio quale materiale riflettente, in accordo con il disegno di luci, propone di osservare la concezione della ricerca di identità mutevoli. La ricorrenza di volti nei simboli delle sculture e l’idea che le opere si originino da visioni derivanti dalle meditazioni dialoga con l’idea stessa di un materiale come il titanio, che si avvicina al concetto di eternità, in quanto resistente alle condizioni atmosferiche.

L’uso pionieristico del titanio da parte dell’artista prima nella gioielleria e poi nella scultura monumentale si affianca alla tecnica rivoluzionaria inventata da Wallace Chan nel 1987 per intagliare le pietre, che usa l’incisione inversa per creare un’immagine olografica che si muove sospesa in una pietra trasparente.

Ulteriore aspetto di rilievo è la scelta del luogo, l’ispirazione stessa della concezione di vessel deriva dagli oli sacri utilizzati nella chiesa cattolica per i rituali di benedizione: l’Olea Sancta. La chiesa di Santa Maria della Pietà deriva dalla doppia esperienza del buddismo e cattolicesimo come forme di spiritualità in senso lato.

L’altare della chiesa diventa un portale di connessione spazio-temporale con il doppio della mostra, il museo Long di Shanghai che ospita le stesse opere, in una dimensione più grande. L’installazione di un trittico di monitor crea una comunicazione tra due città che con modalità differenti instaurano un certo tipo di relazione con l’acqua.

Da non dimenticare la presenza di Wallace Chan con la mostra Mythos (4 aprile – 18 ottobre 2026) presso la Scala Contarini del Bovolo, ispirata alla struttura dei palazzi veneziani.

Alice Scarpa per Kyoss Arte