.Transforming Energy

Transforming Energy

Marina Abramović alle Gallerie dell’Accademia

A cura di Shai Baitel con Marina Abramović e in collaborazione con il Modern Art Museum, Shanghai

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Trasforming Energy è la prima mostra dedicata ad un’artista femminile vivente presso le Gallerie dell’Accademia. È stata inaugurata nell’ambito della 61ª Biennale di Venezia che consolida la collaborazione con l’Accademia nel rinnovo della comunicazione tra arte antica e contemporanea.

L’accostamento dell’arte performativa con i capolavori Rinascimentali avviene all’inizio con lo spazio: per la prima volta nella storia delle Gallerie, la mostra occupa anche gli spazi della collezione permanente. In questo senso spicca tra tutti la stretta messa in relazione della Pietà di Abramović con Ulay, compagno di vita e di arte, con la Pietà di Tiziano, completata da Palma Giovane. Curiosa anche l’affinità di ricorrenze, mentre la mostra di Abramović celebra l’80° compleanno dell’artista, per la Pietà di Tiziano è il 450° anniversario.

Inoltre, la convocazione di Abramović di materiali come quarzo, ametista e altri elementi, risuona con la storia del mosaico veneziano che tramite gli influssi culturali mediterranei amplifica la circolazione di materiali rari nella città.

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La mostra presenta una serie di opere definite Transitory Objects, nell’idea che l’abitare lo spazio con il proprio corpo, il pubblico possa attivare una diretta relazione con l’oggetto artistico, che non potrà che essere transitoria e mutevole. Il rapporto è incentivato dalle didascalie delle opere, che non sono descrizioni, ma vere e proprie istruzioni di gioco.

L’esposizione orienta e invita attraverso lo scambio materico alla trasmissione di energia tra copi organici e inorganici. Strutture praticabili con cristalli, letti di pietra, strumenti meccanici con capelli che si attivano a contatto e telefoni attraverso cui effettuare immaginarie chiamate urgenti, si uniscono a opere iconiche, tra cui Balkan Baroque (1997) che apre la mostra negli spazi delle esposizioni temporanee.

Ogni creazione, in modi differenti, esplora le trasformazioni dei corpi presenti in relazione, mettendo in primo piano la vulnerabilità dei corpi nell’incontro.

In occasione dell’apertura è stata presentata la performance Imponderabilia (1977) con i performer Primo Bezjak e Katarina Stegnar; la presenza fisica di Marina Abramović a Venezia e la lectio magistralis tenuta presso l’Accademia di Belle Arti, dimostra e rinnova l’affetto dell’artista verso la città.

La mostra si sposterà poi a Roma presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Alice Scarpa per KYOSS Arte