.Mao Xuhui a Venezia

Mao Xuhui

Emergence of the Patriarch

A cura di Lü Peng, Li Guohua, Carlotta Scarpa

Museo di Palazzo Grimani | Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna

Castello 4858 – 30122 Venezia – Fino all’1 febbraio 2016

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Per la prima volta in Italia viene presentata una mostra dedicata a Mao Xuhui, tra le figure più influenti dell’avanguardia artistica cinese contemporanea. “Mao Xuhui: Emergence of the Patriarch”, curata da Lü Peng, Li Guohua e Carlotta Scarpa, è organizzata da L-ART GALLERY con Manuela Schiavano e ospitata al Museo di Palazzo Grimani, parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. L’esposizione riunisce 43 opere che ripercorrono oltre cinquant’anni di ricerca pittorica, offrendo una visione articolata e approfondita del percorso dell’artista.

Nato nel 1956 nella provincia del Sichuan, Mao Xuhui è considerato uno dei protagonisti più significativi della sua generazione ed è presente nelle collezioni di importanti musei e gallerie internazionali. Formatosi all’Università delle Arti dello Yunnan, dove oggi insegna presso il College di Scienze Umane, ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo dell’arte contemporanea cinese. È stato cofondatore del Southwestern Art Research Group di Kunming e ha partecipato al movimento ’85 New Wave, che segnò una svolta decisiva nel panorama artistico cinese.

In un periodo di profonde trasformazioni sociali e culturali, Mao Xuhui elabora una pratica che definisce “life painting”: una pittura intensa e carica di tensione emotiva, capace di riflettere in modo diretto la realtà della Cina sudoccidentale. Partendo dalla tradizione della natura morta, l’artista ne rinnova radicalmente il linguaggio, trasformandola in uno strumento di riflessione esistenziale e concettuale. Emblematica è la ricorrenza del motivo delle forbici, oggetto quotidiano che assume un valore simbolico ambiguo, legato a temi di potere, controllo, vulnerabilità e volontà. Questo soggetto attraversa la sua produzione per oltre un decennio e trova piena espressione nel celebre ciclo Will / Scissors.

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Come sottolinea il critico e storico dell’arte Lü Peng, tra il 1978 e i primi decenni del XXI secolo la Cina ha vissuto mutamenti profondi che hanno coinvolto ogni aspetto della vita collettiva. In questo contesto, l’opera di Mao Xuhui rappresenta una chiave privilegiata per comprendere tali cambiamenti, ponendosi come ponte tra realismo socialista, espressionismo e modernità.

Allestita nelle sale del secondo piano di Palazzo Grimani, la mostra presenta opere emblematiche che restituiscono un quadro ampio dell’evoluzione tematica e formale dell’artista. Inserita in un ciclo di approfondimenti dedicati agli artisti cinesi delle generazioni a cavallo del 1985, l’esposizione dialoga idealmente con la precedente mostra dedicata a Zhang Zhaoying. La cornice rinascimentale di Palazzo Grimani, con le sue decorazioni e la collezione di sculture classiche, amplifica il confronto tra la ricerca di Mao Xuhui e la storia culturale del passato.

Il percorso retrospettivo mette al centro il tema del patriarcato, inteso come riflessione sull’autorità e sul potere in ambito familiare e politico. Nella serie Patriarch, la figura del padre diventa un simbolo delle strutture di controllo e della tradizione, esprimendo un rapporto complesso con l’autorità, sospeso tra rispetto, paura e ribellione.

In occasione della mostra viene presentata per la prima volta in Italia anche la biografia illustrata dell’artista, edita da Skira e curata da Lü Peng. Attraverso documenti e materiali personali, il volume ricostruisce l’evoluzione ideologica e creativa di Mao Xuhui, offrendo un ritratto autentico di una generazione straordinaria. La mostra invita il pubblico a riflettere sul legame tra individuo, memoria e identità culturale, proponendo una lettura attuale e intensa dell’opera di un artista fondamentale del nostro tempo.

 

Simone Pavan – KYOSS Arte