.Jorge Luis Borges
Jorge Luis Borges, labirinto rinnovato a 40 anni dalla sua scomparsa

Creato e inaugurato nel 2011, in occasione dei venticinque anni dalla morte dello scrittore, il giardino-labirinto sull’Isola di San Giorgio a Venezia rappresenta un libro aperto, che disegna la parola Borges speculare su due pagine. Sono 2.300 mq. di bosso, 3.250 piante larghe dai 38 ai 40 cm, alte 75 cm, disposte a 75 cm l’una dall’altra per un percorso interno di 1.150 metri. Sono i numeri del labirinto Borges, come concepiti dell’architetto e diplomatico inglese Randoll Coate. Un progetto che prende forma tra il 1979 e il 1986, dopo un sogno-presagio di Coate sulla scomparsa dell’amico scrittore, e si ispira al racconto “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, pubblicato nel 1941. Un testo in cui Borges affronta la narrazione come un dedalo, dove ogni bivio rappresenta un’alternativa futura. I tempi che si avvicinano, si interrompono e si biforcano, contemplando tutte le possibilità. Il labirinto è un archetipo dei dubbi che attraversano l’essere umano, in cui ogni certezza viene costantemente rimessa in discussione, dove si alternano il timore dello smarrimento con la ricerca incessante, nel tentativo di risolvere la logica della struttura e arrivare finalmente alla via d’uscita.

Rinnovato con il supporto di PWC Italia, la struttura è stata migliorata anche nell’accessibilità, con un intervento sul vialetto in ghiaia dell’ingresso, che lo rende raggiungibile anche da persone con difficoltà motoria. È stato inoltre affiancato da una mappa tattile, in concerto con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.
Riaperto al pubblico da metà luglio, è un invito a rileggere Borges e addentrarsi nella sua simbologia. Per ritrovare nel labirinto sull’Isola di San Giorgio rappresentazioni come bastone, specchi, clessidra e sabbia, tigre e punto di domanda, metafore della condizione umana.
Elisabetta Badiello