.Kan Yasuda

Isole del silenzio di Kan Yasuda

Wilmotte Foundation

09.05.2026 – 22.11.2026

Kan Yasuda è un artista giapponese di Bibai, sull’isola settentrionale di Hokkaido; dopo essersi laureato all’Università Nazionale di Belle Arti e Musica di Tokyo si trasferisce a Roma per studiare con Pericle Fazzini e successivamente apre il proprio studio a Pietrasanta.

Tramite un evento collaterale alla Biennale Arte di Venezia, Yasuda presenta Isole del silenzio, presso la Wilmotte Foundation. La Fondazione creata da Jean-Michel Wilmotte è una succursale nata a Venezia nel 2005 e successiva allo studio di architettura Wilmotte & Associés e la società di design Wilmotte & Industries fondati nel 1975 in Francia.

Portrait-Kan-Yasuda

L’esposizione esordisce con il video Oltre la Forma che mostra dei frammenti del processo creativo dell’artista e introduce la fondamentale questione della relazione tra forma e non-forma. La sala principale espone dieci sculture in un levigatissimo marmo bianco posizionate in una white box a rievocare un arcipelago di isole solitarie. La luce è tenue e le isole sono immerse in una semioscurità, in cui le ombre si stagliano intensamente contro il candore del pavimento e delle pareti. Nelle molteplici forme delle sculture ricorrono le linee morbide del cerchio e dell’ovale e la rilevanza del pieno e del vuoto quali modalità di composizione. Le sculture sono generate dalla riflessione formale per cui gli elementi di sottrazione contribuiscono alla costituzione delle strutture e sono componenti attive nell’equilibrio delle parti. Il vuoto è la controparte spaziale del silenzio ed entrambe le condizioni risuonano con una considerazione di un tempo di osservazione lento e sospeso. La connessione tra questi elementi invita il pubblico all’ingresso in un ambiente contemplativo e meditativo in cui l’esperienza fisica di interazione con le opere attraverso il tatto si lega al percorso percettivo individuale, l’artista dichiara: «guardare conduce alla conoscenza, toccare conduce al cuore. Nel silenzio di Venezia, vorrei che, attraverso il contatto con la scultura, ciascuno potesse incontrare qualcosa nel profondo di sé».

Il concetto della tensione tra le parti richiama la nozione di Ma () giapponese, per cui si intende la distanza, l’intervallo di spazio tra due istanti, tra due materie; la pietra quale materiale privilegiato di relazione con il circostante, propone la comprensione della mostra nello spazio intermedio tra il pieno e il vuoto, la forma e la non-forma, il rumore e il silenzio.

Il fraintendimento che sottende la relazione non univoca tra l’opera e il pubblico è una fondamentale consapevolezza da indirizzare durante l’esperienza di visione di questa mostra.

Alice Scarpa per Kyoss Arte