.Da e per Morandi

Concetto Pozzati

Da e per Morandi 


A cura di Maura Pozzati

Fino al 15 marzo 2026
Casa Morandi
Via Fondazza 36, Bologna

Concetto Pozzati, Da e per Giorgio Morandi, 1964

Da e per Morandi è il titolo scelto da Concetto Pozzati per una serie di lavori che testimoniano un dialogo durato oltre quarant’anni con l’opera di Giorgio Morandi. Un confronto costante, espresso sia attraverso dipinti a lui dedicati sia mediante testi e riflessioni scritte sul suo metodo pittorico. Per questa occasione espositiva, Casa Morandi presenta alcune tra le opere più rappresentative dell’artista proponendo come lavoro di apertura Da e per Giorgio Morandi del 1964, anno della partecipazione di Pozzati alla XXXII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e a documenta III di Kassel. Nella tela ad emergere chiaramente è la fase di transizione dall’informale organico a una pittura più oggettuale, vicina alla sensibilità pop.
Il percorso espositivo prosegue con due lavori del ciclo Restaurazione (1973). Qui la rosa e la natura morta dipinte da Pozzati si sovrappongono a un’incisione ingrandita del maestro bolognese, come se immagini appartenenti a epoche diverse si riconoscessero parte dello stesso processo creativo, “da e per”.
Nei lavori dedicati a Morandi del 1974 Quattro più quattro. Per Morandi e Dal dizionario della restaurazione: bottiglie confezionate da e per Morandi la ricerca di Pozzati si fa ancora più audace: l’artista inserisce nelle opere reperti oggettuali, fotografie, inserti di scrittura, elementi eterogenei che convivono in un linguaggio pittorico nuovo, ironico e spregiudicato. Nell’anno di realizzazione dei due lavori, Pozzati scriveva: «Sfogliamo pagine sparse ricevute. Ampliamo un dizionario già dato, già vissuto. Repertorio-glossario rivisitato e ri-costruito. Appropriazione-citazione-sovrapposizione-organizzazione. Investigazione sul passato. Uso del Passato. Usare è fare. Fare è vivere».
A chiudere la mostra, alcune carte della serie A casa mia (2007-2008): un nucleo intimo e malinconico in cui gli oggetti domestici diventano presenze affettive, quasi icone della quotidianità familiare.

Simone Pavan – KYOSS Arte