.Chi è La spigolatrice di Sapri?

La spigolatrice di Sapri e il suo Bel Capitano – di Simone Pavan

Il 29 settembre 2021 è stata svelata a Sapri la statua commemorativa, realizzata dallo scultore Emilio Stifano

In tempi non troppo remoti era in uso una particolare modalità di raccolta del grano e in generale per i cereali. L’idea era quella di distribuire i raccolti, seppur in piccola parte, anche ai poveri. Infatti, i mietitori lasciavano a terra alcune spighe, probabilmente per non perdere troppo tempo. Questi “avanzi” venivano raccolti dai poveri e questa usanza diede vita ad un vero e proprio mestiere, quello dello “spigolatore” o delle “spigolatrici”.

Gli spigolatori appartenevano alle fasce più povere della società, tipicamente donne, persone anziane e ragazzi. Per secoli è stato questo un sistema di ridistribuzione equa dei beni che dava una possibilità di sopravvivenza ai più poveri anche in tempi difficili.

Ultimamente si è fatto un gran parlare di questo bronzo, opera dello scultore Emilio Stifano.

Molti media hanno dato vita ad un chiacchiericcio volgare attorno a quest’opera, tralasciando completamente quella che sarebbe stata una più opportuna e forse culturale presentazione sul piano storico e artistico.

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Tornando alla spigolatrice di Sapri, chi era esattamente?

La statua è ispirata a “La spigolatrice di Sapri”, una poesia di Luigi Mercantini, che narra la fallita spedizione di Sapri comandata da Carlo Pisacane nel 1857, dal poema “300 giovani e forti”. La spedizione aveva lo scopo di innescare una rivoluzione antiborbonica nel Regno delle Due Sicilie e in questo scenario, le spigolatrici erano molto comuni in una penisola in cui l’economia era quasi completamente agricola.

Ovviamente si tratta di un personaggio inventato, ma al di la di ogni considerazione che sarebbe comunque soggettiva sulla bellezza o meno di questa statua, io vorrei richiamare l’attenzione sulla “poesia” del momento, …ecco che si crea la scena; la nostra spigolatrice si rivolge così a Carlo Pisacane, durante la marcia dei “300 giovani e forti”, così come racconta la poesia in un passaggio…

 

Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
un giovin camminava innanzi a loro.
Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: “Dove vai, bel capitano?”
Guardommi, e mi rispose: “O mia sorella,
Vado a morir per la mia patria bella”.

 

– Tratto da La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini-